{"id":263,"date":"2022-01-22T11:06:15","date_gmt":"2022-01-22T11:06:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.irenepavan.it\/?page_id=263"},"modified":"2022-02-06T09:57:37","modified_gmt":"2022-02-06T09:57:37","slug":"sussurri","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.irenepavan.it\/?page_id=263","title":{"rendered":"Sussurri"},"content":{"rendered":"<h3>Categoria PREMI LETTERARI<\/h3>\n<p><em><strong>SUSSURRI<\/strong><\/em><\/p>\n<p>La mia voce sussurra piano.<\/p>\n<p>Ho una certa et\u00e0, te lo concedo, ma non dirmi che non ho tempo, perch\u00e9 questo non sarebbe vero. Anch\u2019io un giorno ho visto la luce per la prima volta, \u00e8 stato molto tempo fa e non ricordo esattamente come sia successo, ma forse qualcuno lo pu\u00f2 fare?<\/p>\n<p>Come tutte le cose di questo mondo, anch\u2019io un giorno avr\u00f2 una fine, e non so se\u00a0 sar\u00e0 il destino o quelli come te a fermare lo scorrere della mia vita.<\/p>\n<p>Ultimante propendo per questa seconda ipotesi, perch\u00e9 quelli che mi hanno imbrigliato, deviato, mutilato, un giorno penseranno che non servo pi\u00f9 e allora mi getteranno sotto terra. Quando sar\u00f2 l\u00ec sotto, lontano dalla luce e dalla vita che mi circondano continuer\u00f2 a trascorrere i miei giorni, ma la mia anima sepolta viva, morir\u00e0.<\/p>\n<p>Allora forse qualcuno si ricorder\u00e0 di me, di quella madre generosa che abbracciava le sue creature, che le cullava, che le nutriva. Forse anche gli uomini come te mi ricorderanno nei loro pensieri e magari l\u2019immagine di me torner\u00e0 dolce nelle loro memorie di bambini o di adulti.<\/p>\n<p>Eppure sai, io vi ricordo tutti perch\u00e9 vi osservo da sempre, \u00e8 questo il bello nell\u2019avere tanto tempo. Amo seguire la vostra frenesia, la vostra corsa verso qualcosa di indefinito, il vostro spingervi a piedi, in bicicletta, in barca o con qualsiasi altro mezzo verso mete effimere. Mi piace anche osservare i vostri amori lungo le mie sponde: amori giovani, altri clandestini, amori sbagliati o malati.<\/p>\n<p>Osservo il vostro continuo costruire, demolire, fare e rifare come se questo mondo non fosse mai abbastanza giusto per voi.<\/p>\n<p>Piccole illuse creature, se aveste visto ci\u00f2 che ho potuto vedere io, forse oggi non commettereste gli stessi errori. Quanti ricordi dentro alle mie acque.<\/p>\n<p>Ho visto crescere paesi interi, baracche diventare case grandi piene di voci; strade battute dagli zoccoli trasformasi in grandi opere d\u2019ingegneria;\u00a0 ho sentito le campane sul far della sera, prima una, poi tante e tante ancora. Ho sentito il silenzio meraviglioso della natura trasformarsi in brusio continuo, i suoni divenire rumori\u00a0 di motori, di macchine e di fabbriche. Ho visto donne lavare i panni nelle mie acque, ho ascoltato le loro confidenze e le loro canzoni, mi sono goduta le risa dei bambini e i tuffi dei ragazzini. Ho atteso paziente insieme ai pescatori pomeridiani, ho accarezzato pensieri tristi, raccolto sogni infranti.<\/p>\n<p>Ho amato, ho amato molto tutto questo.<\/p>\n<p>Purtroppo non c\u2019\u00e8 stato solo questo.<\/p>\n<p>Sarebbe facile parlarti di quei giorni in cui ho accompagnato centinaia di cadaveri verso un luogo pi\u00f9 sicuro, di quando sembrava non fosse rimasta pi\u00f9 vita lungo le mie sponde. Potrei parlati delle bombe che cadevano su una terra gi\u00e0 devastata o della violenza folle e disperata di chi non aveva pi\u00f9 nulla da perdere; della paura di chi era rimasto. Del sangue del nemico che si mescolava con quello dell\u2019amico, del dolore, delle grida, delle preghiere. S\u00ec, potrei parlarti di tutto questo.<\/p>\n<p>Eppure un altro episodio ha segnato pi\u00f9 di altri questo mio scorrere lento.<\/p>\n<p>La morte di un bambino. Sicuramente penserai che ne ho viste molte di questi morti, hai ragione. Una \u00e8 stata ahim\u00e9\u00a0 diversa. Per il resto della mia vita sar\u00f2 costretta a portarmi addosso gli occhi di quel bambino. Il suo orrore stupito, la sua impossibilit\u00e0 di muoversi o urlare. La sua vita che lascia il corpo sotto il peso di una violenza troppo grande. Avrei dovuto ribellarmi, avrei dovuto strapparlo al suo aguzzino e portarlo lontano, magari adagiandolo poco pi\u00f9 avanti. Invece sono rimasta cos\u00ec, impotente e attonita e ho lasciato che la peggiore violenza accadesse davanti alle mie acque.<\/p>\n<p>Quel grido strozzato mi perseguita tutte le notti, quando il rumore della citt\u00e0 diventa solo un brusio e l\u2019angoscia dei disperati si nasconde tra le mie rive.<\/p>\n<p>Ti chiederai perch\u00e9 ti sto raccontando tutto questo. Abbassi gli occhi e fai un passo indietro. Ti racconto tutto questo perch\u00e9 quel pomeriggio tu eri l\u00ec.<\/p>\n<p>Ti ho visto, ti ho riconosciuto. Ti ho visto scappare\u00a0 con le mani insanguinate, con il cuore che ti batteva forte, il respiro corto. Sei diventato ombra tra gli alberi, fruscio tra i rami, odore lontano. Ti hanno cercato a lungo, ma tu sei stato pi\u00f9 bravo, non c\u2019\u00e8 che dire.<\/p>\n<p>Io so chi sei, mi ricordo di te. Attendo paziente ogni giorno la sua passeggiata claudicante e la tua pesca solitaria. Attendo un tuo passo falso per prenderti e portarti gi\u00f9 nella melma degli orrori dimenticati e sedimentati.<\/p>\n<p>Ecco, sappi che io non avr\u00f2 pace finch\u00e9 questo non accadr\u00e0.<\/p>\n<p>Forse qualcuno verr\u00e0 a cercarti. Pochi, credo, piangeranno il tuo nome e si chiederanno silenziosamente se saranno stati i tuoi incubi a farti scivolare dalla riva sicura, in una giornata di primavera, senza vento.<\/p>\n<p>Oggi invece soffia un\u2019aria fastidiosa e a questa confido i miei sussurri affinch\u00e9 si insinuino tra i rami e tra i rovi, facendo vibrare le canne e le foglie, perseguitandoti senza sosta.<\/p>\n<p>Io so chi sei, mi ricordo di te.<\/p>\n<h3>[Autore: Irene Pavan, anno: 20xx, Editore LAPIAVE ]<\/h3>\n<p><em>Tutti i diritti riservati. E\u2019 vietato copiare e riprodurre il testo senza il consenso scritto dell\u2019autore<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Categoria PREMI LETTERARI SUSSURRI La mia voce sussurra piano. Ho una certa et\u00e0, te lo concedo, ma non dirmi che non ho tempo, perch\u00e9 questo non sarebbe vero. 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